Sartoria Ciardi: “l’artigianato è un affare di famiglia”

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Un antico detto napoletano recita: “O’ mast che è mast fa’ e’ mesure juste”. Tradotto: il sarto (o capo) che è sarto fa l’abito alle giuste misure.

Così è chiamato Renato Ciardi: O’ Mast! Con più di settant’anni di mestiere è considerato come uno dei sarti più celebri del mondo.

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Renato Ciardi

Durante il nostro incontro con un’indescrivibile nonchalance mi ha raccontato che suo padre era un barbiere molto famoso a Napoli e che all’età di dodici avrebbe voluto imparare lo stesso mestiere del padre. Ahimè Renato era mancino e i clienti si sarebbero potuti stranire nel vedersi radere da un mancino. Tale era la voglia di diventare un artigiano che scelse così la via del sarto entrando alla corte di Luigi Blasi, celebre sarto dell’epoca, con il quale restò per più di otto anni, fino a mettersi in proprio a 20 anni nel 1954.

Con tono divertito mi racconta che il primo cliente, un celebre avvocato membro della corte costituzionale, gli fu inviato da suo padre. Si trattava di un uomo alto quasi due metri con una protesi meccanica alla gamba e con delle braccia molto lunghe.

L’avvocato era un assiduo cliente di Luigi Blasi, il quale si faceva pagare tre volte di più rispetto agli altri. Dato l’apprendistato d’eccellenza di Renato e l’amicizia con suo padre l’uomo promise di pagare lo stesso prezzo proposto da Blasi.

Il giovane sarto fu messo alquanto a disagio da quell’importante somma di denaro, cosa che gli provocò non pochi problemi. Infatti, Renato racconta ridendo, che aveva misurato una lunghezza del braccio di 78 cm (normalmente questa misura oscilla tra i 60 cm e i 65 cm) e che, sul momento, aveva pensato a un grossolano errore causato da quella generosa offerta di denaro; perciò taglio il tessuto a una misura di 68 cm. Con un sorriso impossibile da trattenere, continua spiegandomi come al momento della prova, la manica arrivasse appena sotto il gomito e di come il cliente fosse alquanto innervosito da un tal errore.

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Crediamo spesso che tutti i grandi uomini siano sempre stati i migliori grazie a un talento innato generosamente offerto dal cielo ; questa storia ci mostra che non è sempre il caso. La perfezione si raggiunge con la pratica e gli errori che ci fanno diventare migliori. Solo la motivazione, il rigore e la costanza permettono di ottenere dei risultati di qualità.

Si è trattato di un bellissimo momento passato con un uomo umile e modesto che, nonostante la sua reputazione, non ha alcun timore di raccontare le sue disavventure passate. Un grande maestro che ha saputo regalarmi così tanto in così poco tempo. Grazie!

La mia esperienza continua con Roberto e Vincenzo i due figli di Renato che hanno iniziato giovanissimi il loro apprendistato con il padre e che oggi dirigono la sartoria. Seduti su di un comodissimo divano e davanti a un buon caffè napoletano, mi sono ritrovato a imparare alcuni dei dettagli, anche se mi piacerebbe dire “segreti”, dello stile Ciardi.

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Discussione con Roberto Ciardi

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Punto fondamentale della produzione dei capi della sartoria è che c’è un solo tagliatore, Vincenzo, cosa che permette di mantenere una mano e uno stile riconoscibile nel taglio e nella vestibilità dell’abito.

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Vincenzo Ciardi mi parla dei suoi modelli

Roberto, inoltre, tiene a puntualizzare soprattutto la sobrietà delle linee delle loro giacche. Infatti, gli abiti della Sartoria Ciardi, sebbene seguano i dettami dell’arte sartoriale napoletana, non ne estremizzano gli elementi che la caratterizzano. Mi spiego meglio.

La giacca napoletana per antonomasia è caratterizzata, per esempio, da una spalla molto particolare detta “spalla a camicia”, il montaggio della quale rende molto visibili alcune pieghe al livello delle cuciture.

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Ecco, Roberto mi spiega che sulle sue giacche il lavoro è eseguito in modo che queste pieghe siano quanto più discrete possibile e di come questo dettaglio sia fortemente apprezzato dai clienti della sartoria.

Sono entrato nell’atelier come un semplice esploratore e ciò che ho potuto vedere e sentire è stato chiaramente unico. Le mura, le tavole e gli strumenti da lavoro traspirano la storia della sartoria e le sensazioni delle persone che hanno avuto la fortuna di far realizzare i loro abiti da una famiglia di grandi artigiani nati e educati nel cuore di Napoli, culla dell’arte sartoriale machile.

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Ringrazio la famiglia Ciardi per avermi accolto nel loro atelier e di avermi mostrato il loro mondo, aspetto con ansia il momento in cui potrò prendere un appuntamento per far realizzare il mio primo abito firmato Sartoria Ciardi. Quella sarà l’occasione per mostrarvi in modo più chiaro gli elementi caratterizzanti del loro lavoro e del loro stile.

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2 thoughts on “Sartoria Ciardi: “l’artigianato è un affare di famiglia”

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