Come si giustifica il prezzo di un abito?

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Se mi avessero posto la domanda cinque anni fa, avrei risposto come la maggior parte degli uomini che acquistano un abito facendo attenzione a una sola cosa: alla marca e all’aspetto dell’abito.

Come potrete ben immaginare, troverei la cosa, oggi, molto deludente.

A quel tempo, compravo i miei abiti solo perché ne avevo bisogno e assolutamente no per il piacere di ben vestirsi, come avviene oggi.

Durante questi ultimi cinque anni ho cambiato il mio comportamento d’acquisto, se in precedenza la mia prima domanda fosse “quanto costa?”, oggi è ben l’ultima.

Ovviamente questa continua a essere una domanda fondamentale, dato il mio budget limitato, ma il mio approccio è completamente differente.

Oggigiorno, infatti, sapere se un prodotto valga il prezzo proposto, è ciò che m’interessa davvero. È per questo motivo che conduco una vera e propria analisi dell’abito che mi piace.

Quest’analisi si compone di un processo di quattro domande, le quali mi chiedo ogni volta che mi trovo davanti ad un abito o una giacca che attira la mia attenzione:

  • Si tratta di un prodotto di qualità?
  • Le finizioni e i dettagli sono ben curati?
  • In quale Paese è stato prodotto?
  • È stato prodotto in sartoria o in fabbrica?

Solo dopo aver ottenuto le risposte a queste domande, inizio a interessarmi al prezzo.

Diventa sempre più fondamentale essere capaci di discernere un prodotto che vale la pena di essere acquistato o no, poiché oggi l’offerta è gargantuesca.

È evidente che la presenza di numerosi attori nel mercato stimola la competizione e permette ai consumatori di accedere a prezzi più bassi e prodotti di miglior qualità (o meno).

D’altro canto, l’inconveniente di questo nuovo fenomeno (che ha conosciuto un enorme sviluppo negli ultimi cinque anni) è che il consumatore rischia di sentirsi perso in un tale mercato.

Come si può scegliere tra tutte le marche che propongono degli abiti su misura a prezzi differenti? Come si fa a capire perché un’azienda propone degli abiti su misura semi-intelati tra i 400€ e i 600€ mentre un’altra li propone tra i 1000€ e i 1500€? Quali sono le ragioni che giustificano una tale differenza di prezzo?

Dare una risposta a queste domande sarà l’obiettivo dei prossimi quattro articoli . Ciascuno tratterà in dettaglio un passaggio chiave dell’analisi del prodotto considerando tutte le varie sfumature per essere in grado di capire e determinare il giusto prezzo di un abito.

 

5 thoughts on “Come si giustifica il prezzo di un abito?

  1. I’m for the first time here and I’m not at all a person who knows this field but … Do you really think that the 3rd question is quite important ? Just thinking about all the Chinese factories from Prato … it makes me to think twice and to say … “made in Italy BY …”

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    • Hi Adriana!
      Thank you for your question. I was sure that this would create some doubts that’s why I took in account to develop widely about the 3rd question on a specific article.

      To answer to your question, I prefer an Italian, a French or an English production to other ones, for one fundamental reason: these three countries have been the cradle of tailoring art, which implies that they exists tailor workshops which have been run out by more than 4 generation of tailors.
      The experience and the know-how of these tailors represent a precious treasure which needs to preserved and developed in the future, instead of looking for the less expensive manufacturer abroad.

      Of course this is my modest opinion and my article is just a humble hommage to all these great tailors and their work.

      Thank you for having read my article

      Like

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